Un mese ci separa dal 21 marzo, da quel 21 marzo che molti di noi attendono con ansia, che segna il primo giorno di primavera, della legalità che sboccia: è il Giorno della Memoria e dell’Impegno, che ogni anno ci vede impegnati a ricordare tutti, ma proprio tutti quei 700 e più nomi delle vittime di mafia.
Quest’anno dal Piemonte partiranno 1400 persone, giovani che si sono appena affacciati alla realtà di Libera, adulti che ormai ne fanno parte da diversi anni per dirigersi a Napoli, dove almeno per un giorno le nostre voci soffocheranno quelle della Camorra.
Il nostro “essere”a Napoli vuol significare la nostra vicinanza a quelle realtà che operano sul territorio, a coloro che nonostante tutto, dalla paura allo scoraggiamento, non si fermano mai, coloro che pur venendo minacciati, pur vedendosi morire un cugino per errore, non se ne vanno: la Camorra ha piantato lì le proprie radici, loro le azioni, le parole, il coraggio.
Pensando a queste persone ci vengono in mente Rosario Esposito La Rossa, l’associazione Vo.Di.Sca, Valerio Taglione, Silvana Fucito, Roberto Saviano e molti molti altri ancora.
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