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21 Marzo 2009

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Sabato 21 marzo 2009 si è svolta a Napoli la XIV Giornata della Memoria e dell’Impegno per le vittime di mafia.

150 mila persone erano presenti da ogni parte d’Italia e da altri stati dell’Europa per gridare il loro “no” alla camorra, all’ndrangheta, a Cosa Nostra e ad ogni forma di mafia e di criminalità che nel nostro paese continua a mietere vittime: magistrati, poliziotti, imprenditori e negozianti, che hanno denunciato i loro estortori e non hanno abbassato la loro testa neppure quando sapevano che la mafia li avrebbe ammazzati, come Domenico Noviello, Libero Grassi…, gente comune che si trovava solamente al posto sbagliato nel momento sbagliato, come Annalisa Durante, uccisa dalla camorra all’età di quattordici anni, mentre era in compagnia di alcune amiche; persone, come giornalisti, preti, come don Diana, che hanno dato la vita per la libertà dalle mafie.

A Napoli insieme a noi hanno camminato (aprendo il corteo cominciato presso Rotonda Diaz e conclusosi in Piazza del Plebiscito) più di quattrocento famigliari delle vittime di mafia: hanno condiviso il loro forte dolore con tutti noi, con tutti gli italiani onesti; non hanno voluto tenerlo dentro sé, bensì renderlo pubblico, metterlo a disposizione dell’intera comunità per far comprendere a chi ancora non ci crede che la mafia sa solo uccidere ogni forma di vita e di sviluppo e che provoca solo dolore, un immenso dolore. La mafia ed ogni forma di illegalità non fanno altro che calpestare la bellezza del nostro paese. La Campania, terra bellissima, è solo un esempio di come la mafia ha saputo rovinare il limpido cielo che la sovrasta o l’azzurro mare che la circonda. Ed è proprio per questo che la campagna di Libera di questo 21 marzo è stata “L’etica Libera la bellezza”, perché è solo attraverso la cultura, l’impegno, la responsabilità che si crea l’etica di un paese e attraverso questa non può che nascere la bellezza, perché frutto di legalità, di amore, di giustizia.

Giunti in Piazza del Plebiscito, abbiamo potuto ascoltare le testimonianze di alcuni famigliari delle vittime, come quello di Alessandra Clemente, una ragazza di soli ventidue anni, figlia di Silvia Ruotolo, ammazzata per errore dalla camorra a 39 anni. Le parole di Alessandra sono strazianti, colme di rabbia e di dolore: “Noi abbiamo il dovere di credere che le cose possano cambiare e il diritto di pretendere questo cambiamento. Ed oggi qui, in questa piazza, se tutti voi darete forza a questo mio desiderio, la speranza di cambiamento diventerà una certezza…”.

Poi la parola è passata a don Ciotti, presidente di Libera, organizzatrice di questa manifestazione. Don Ciotti attraverso le sue parole ci ha invitato ad essere noi, in prima persona, promotori di legalità, ci ha donato speranza e ha ammonito i mafiosi a fermarsi, a convertirsi: “Alle mafia, alla camorra, al crimine dico: fermatevi, ma che vita e’ la vostra? Ne vale la pena? Se avete beni ve li confischeremo tutti, e vi porteremo tutto via quello che avete”.

Sul palco è anche salito per leggere i nomi delle vittime Roberto Saviano, autore di Gomorra, costretto come molti altri a vivere sotto scorta.

Questa è stata la giornata degli italiani onesti. Questo è stato un omaggio alle 700 e più vittime e ai loro famigliari, ma anche il rinnovamento del nostro impegno, perché non cessi con questa manifestazione, ma si protenda finchè il nostro paese non uscirà libero da questa forma di soggiogamento.

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