Presidio Rita Atria Rotating Header Image

PREVENZIONE ED INDEBITAMENTO

I relatoriVenerdì 30 gennaio nella Sala Blu, all’oratorio di Santena, si è tenuto l’incontro sull’usura per avvicinare i cittadini a questo tema molto importante e per nulla sconosciuto anche nella nostra area.
L’incontro, durante il quale sono intervenuti i consiglieri di maggioranza Falcocchio e Trimboli, il consigliere di minoranza Ferragatta e lo stesso sindaco di Santena, Benedetto Nicotra e il parroco don Nino, è stato tenuto da Aldo Ghirardello, membro della Banca del Tempo e moderato da Filippo Tesio, giornalista santenese.
La serata ha voluto presentare ai cittadini il lavoro delle associazioni che si stanno impegnando soprattutto sul fronte della prevenzione finanziaria.
Ghirardello ha riportato la sua esperienza di consulente e ha delineato le maggiori motivazioni che portano un cittadino all’indebitamento e, spesso, al rivolgersi ad usurai:
-attuale crisi economica
-gioco d’azzardo
-spese eccessive senza valutazione della precarietà nel lavoro o altre urgenti spese
-mutui con rate variabili
L’associazione Banca del Tempo, che si appoggia alla Fondazione San Matteo, si occupa, quindi, di prevenire ogni tipo di indebitamento attreverso consultazioni gratuite.
E’, infatti, fondamentale non aspettare nel chiedere aiuto: ci sarà sicuramente qualcuno pronto a tendere una mano.Serata sull'usura a SantenaSala blu

GRANDI MOMENTI CON LA FAMIGLIA MASCIARI

Molti di noi, chieresi e non, hanno atteso questo giorno da tempo, perché finalmente anche il comune di Chieri potesse riconoscere l’alto senso civico di Pino Masciari, di sua moglie Marisa e dei suoi due “bimbi” – come li chiama affettuosamente Pino – Ottavia e Francesco, rispettivamente di dodici e quattordici anni.
Sono circa le sette di sera, l’aria intorno a noi è fredda e ai nostri occhi si presenta il tetto del duomo innevato. Tre macchine giungono nel cortile dell’oratorio, dove stiamo attendendo Pino, unitamente alla sua famiglia, trepidanti proprio come quando si rincontra un amico dopo tanto tempo. Pino ci saluta affettuosamente come se fossimo tutti suoi figli, mentre Marisa, che pochi di noi conoscono, si avvicina con i suoi occhi dolcissimi e ci bacia teneramente; noi, incrociati gli sguardi di Ottavia e Francesco li accogliamo con un abbraccio fraterno e con quell’affetto che è aumentato, mese per mese, nei nostri cuori. Nella sala del duomo ad attendere i Masciari ci sono tanti giovani: chi ha udito Pino nella mattinata alle assemblee tenute all’”Ubertini” e al “Monti”, chi ha avuto già l’onore di conoscerlo e chi, pur non avendolo mai visto, è incuriosito da quest’incontro.
La presenza di tanti giovani impegnati in un solo scopo, ovvero quello di stare vicino alla famiglia Masciari, e di don Dario, contribuisce ad aumentare l’atmosfera famigliare. Finalmente, pur essendo la storia di Pino, Marisa, Francesco e Ottavia molto toccante, solcata da immense delusioni, assurda, venerdì è stato un giorno di festa: un momento di grande soddisfazione per noi che siamo abituati a vivere il dolore di Pino e per tutti gli altri chieresi che d’ora in avanti si impegneranno, con questa cittadinanza onoraria, a riconoscersi nella figura di questo testimone di giustizia e di tutta la sua famiglia.
La riconoscenza di tutti i chieresi, è mossa dal fortissimo coraggio di Pino e della forza che i suoi figli e sua moglie hanno avuto nel sopportare tutte le difficoltà, le paure, le delusioni. Pino, prima di denunciare i suoi estortori ed essere vittima dei soprusi della mafia, era uno dei maggiori imprenditori calabresi, ma non accettò di far crescere i suoi figli in questa situazione assolutamente anormale e vittime di un mondo disonesto; preferì essere portato via in fretta e furia dal suo paese, Serra San Bruno, il 17 ottobre 1997, con sua moglie e i suoi figli allora piccolissimi, per essere “deportati” – come dice Pino con amarezza – al nord, in una casa mai vista, perdendo tutto ciò che avevano, tutti i loro affetti.
Dopo la cena ci spostiamo nel teatro del duomo, dove Pino riceve la cittadinanza onoraria accompagnato sul palco da due ragazzi dell’associazione “Amici di Pino Masciari”, Alberto e Andrea, e in platea dalle altre numerosissime persone che Pino ha incontrato in questi mesi e da tutti gli altri che sono lì ad udirlo forse per la prima volta: il teatro è gremito di gente, in prevalenza ragazzi e ogni parola di Pino che raggiunge ognuno di essi è come se andasse a costruire un pezzo della sua storia.
Pino, talvolta adirato e talvolta commosso, parla della sua famiglia, del dedito amore che sua moglie ha avuto per lui sostenendolo e della sua forza grandissima che cresce man mano che conosce altri uomini come lui, altre donne come sua moglie e altri giovani come i suoi figli.
Poi il momento più toccante e commovente giunge quando Marisa viene invitata a parlare. Prima di allora non l’aveva mai fatto e quando inizia a raccontare, dichiara teneramente di essere molto emozionata, però questo noi non riusciamo a percepirlo, perché il suo temperamento, la sua sicurezza in determinati momenti ci fa presupporre il contrario. Quando termina di parlare la platea è commossa, esterrefatta da quella donna racchiusa in quel mite corpicino, dietro a quei fragili occhi : una standing ovation risuona per tutto il teatro e in ciascuno dei nostri cuori. Quegli applausi, che ancora adesso sento dentro me, sono per quella famiglia che abita tanto distante da noi, ma a cui vogliamo un bene immenso.
Quell’applauso che loro si porteranno sempre dietro è per il loro impegno, la loro forza, il loro amore.

Cittadinanza onoraria alla Famiglia Masciari

C’era una volta un importante imprenditore calabrese che aveva numerose imprese di costruzioni edili, specializzate in vari settori, operanti sia in opere pubbliche che per gli enti privati: il suo nome è Pino Masciari.
Un brutto giorno però alla porta di quest’uomo bussarono i mafiosi e gli chiesero il 3%, poi i politici, che molto più onesti, gli chiesero invece il 6% .
Pino si ritrovò così all’interno di un tunnel senza uscita: le pressioni mafiose, gli atti intimidatori, le minacce, la paura che lui e la sua famiglia erano costretti a sopportare lo portarono a ribellarsi, ad alzare la testa con coraggio e a denunciare tutti coloro che lo volevano legare al compromesso.
Il suo grande atto di coraggio e legalità lo portò però ad entrare, insieme a sua moglie e ai loro due bambini, in un programma speciale di protezione il 18 ottobre 1997: dovette lasciare la sua Calabria, separarsi dalla sua famiglia, dai suoi amici e parenti e rinunciare ad una vita normale, perché esiliato lontano dal suo paese, ombra nascosta agli occhi della gente.
La sfortunata storia di Pino però non finisce ancora qui: il 18 settembre 2008 , il presidente della Commissione Centrale di Protezione, Alfredo Mantovano, gli revoca la scorta, “autorizzandolo” comunque a muoversi in autonomia e con mezzi propri, dimenticando forse i rischi che gravano su un testimone di giustizia e non tenendo conto che così facendo mette in pericolo la sua vita e quella della sua famiglia, che hanno creduto nello Stato.
Pino è diventato ormai il punto di riferimento per tutti gli imprenditori e cittadini onesti che si vogliono ribellare alla prepotenza del racket, è diventato il sostegno e la guida di altri testimoni di giustizia che sono costretti a vivere come clandestini, anime invisibili in questa società ed in questo Stato che non vuole aiutarli.
Pino però continua, nonostante tutto, a viaggiare in tutta Italia, invitato da associazioni, scuole, Istituzioni e gruppi sociali che vogliono mantenere viva più che mai l’educazione alla Giustizia e alla Legalità e accanto a lui, dal 18 settembre, ci sono molti ragazzi disarmati che gli fanno da scudo, da difesa popolare non violenta, accompagnandolo in giro per l’Italia per stargli accanto e aiutarlo a non mollare.
Molti Comuni, a cui sta a cuore la storia della famiglia Masciari, si sono preoccupati di stare accanto a Pino in modo concreto e tangibile, conferendogli la cittadinanza onoraria. Pino è diventato cittadino torinese lunedì 10 novembre 2008 e fra pochi giorni sarà accolto a Chieri, dove riceverà la cittadinanza onoraria nella Sala de Duomo, venerdì 28 novembre alle h.21.
L’obbligo morale della società civile è quello di non abbandonare coloro che lottano per conquistare anche i nostri pezzi di Libertà: Pino è uno di questi e tutti noi abbiamo il dovere di non dimenticarlo!!
Vi invitiamo quindi a venire venerdì sera perché il lieto fine della storia della famiglia Masciari deve essere scritto e tutti noi lo dobbiamo fare!

Presentazione!

Eccoci!
La nascita ufficiale del presidio Rita Atria è avvenuta il 19 gennaio 2006, con un incontro molto al femminile, con ospiti i due referenti di Libera Piemonte: Laura Caselli e Davide Mattiello ed in cui Gabriella Ebano ha presentato il libro “Felicia e le sue sorelle”.
La sede è il centro giovanile di Chieri, base dell’associazione Patchanka, una delle promotrici del presidio.
In questi anni abbiamo realizzato diversi progetti ed attività, in collaborazione, oltre che con diverse classi degli istituti superiori di Chieri e con alcuni presidi di Libera, anche con altre realtà attive sul nostro territorio, come l’associazione “Robe dell’altro mondo” del commercio equo e solidale, il comitato pace e cooperazione di Chieri, l’associazione “Il mio parco”, il Masci, l’Agesci ed il Gruppo Abele, in particolare è stretta la collaborazione con Cascina Tario.
Vista la sede del presidio il nostro intento sarebbe quello di organizzare e promuovere eventi, per la sensibilizzazione alla lotta contro le mafie, di carattere artistico-culturale.

Associazione ACMOS Partita Iva 08480610016 - Codice Fiscale 97590480014